Resoconto giornata di studio (27-05-2010)
IMPATTO ODORIGENO: ESPERTI A CONFRONTO

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Il convegno

Il pubblico che questa mattina affolla la sala convegni del CNR è ampio ed eterogeneo ed è accorso da ogni angolo d’Italia per assistere alla giornata di studio “L’impatto odorigeno: linee guida e aspetti tecnici in attesa della normativa” ideata, organizzata e promossa da Gruppo Scientifico Italiano Studi e Ricerche, con il Patrocinio della Regione Lombardia e dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Lombardia. L’iniziativa, a cui hanno risposto principalmente rappresentanti della Pubblica Amministrazione e del mondo universitario, vuole essere un momento di discussione e confronto in occasione della presentazione del documento “Linea guida per la caratterizzazione e l’autorizzazione delle emissioni gassose in atmosfera delle attività ad impatto odorigeno” della Regione Lombardia. A rendere l’incontro di eccezionale interesse è la presenza dei creatori del documento stesso, chiamati a presentare ed esaminare l’innovazione da essi proposta.

 Il contesto

Sempre più spesso gli strumenti normativi finora disponibili si rivelano insufficienti per gestire in maniera appropriata ed efficace il problema dato dal disturbo olfattivo provocato da emissioni gassose odorose da parte di impianti industriali, aziende e discariche. A differenza di quanto accaduto per la regolamentazione dell’inquinamento di aria, acqua, suolo, e la gestione di rumore ed elettromagnetismo, il problema dell’inquinamento odorigeno  non  è stato ancora preso seriamente in considerazione né in Italia né in altri paesi membri. La Commissione Europea, infatti, non ha ancora emanato una direttiva che regoli, in maniera puntuale, le emissioni odorigene derivanti dalle attività produttive, mentre lo stato italiano possiede solamente frammentarie e generiche indicazioni riferite, ad esempio, all’adozione di misure atte a evitare o ridurre gli “impatti negativi”(D.Leg. 152/06) o a sanzionare “chiunque getta o versa… cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone,…provoca emissioni di gas, di vapori o di fumi, atti a cagionare tali effetti” (Art. 674 del codice penale).

La proposta

Ciò di cui la società ha bisogno è di rispondere a episodi di dispersione di odori con azioni che prevedano la pianificazione di operazioni non solo correttive ma preventive, con la predisposizione di studi di impatto e l’introduzione di tecnologie adeguate a supporto degli addetti ai lavori, che permettano di determinare parametri  oggettivi sul quale sia possibile fissare dei limiti ai quali fare riferimento. Altrettanto importante è produrre procedure che permettano di standardizzare l’intera gestione del problema.

A tal fine la Regione Lombardia ha predisposto, avvalendosi del contributo di studiosi della materia e raccogliendo le norme italiane ed europee preesistenti, il documento “Linea guida per la caratterizzazione e l’autorizzazione delle emissioni gassose in atmosfera delle attività ad impatto odorigeno” con lo scopo di poter recepire quante più esperienze a riguardo, maturate sia da parte delle istituzioni preposte alla prevenzione e limitazione dell’inquinamento, sia da parte della comunità scientifica, degli operatori del settore e del pubblico interessato.

La discussione

Queste le premesse sulle quali il Dr. Carlo Licotti, Dirigente della struttura Prevenzione inquinamento atmosferico ed impianti della Regione Lombardia, apre la giornata di studio da lui stesso presieduta, con un discorso introduttivo di ampio respiro in cui emergono i tratti caratterizzanti delle nuove linee guida, sottolineando che è un documento in divenire, ancora disposto ad accogliere attorno al tavolo di confronto nuovi  apporti provenienti da altre realtà regionali al fine di aumentare la condivisibilità di un documento che mira a diventare Norma.

Spetta all’Ing. Gianluca Cusano, uno degli ideatori delle linee guida e a fianco del Dr. Licotti in Regione Lombardia, entrare nel merito dei contenuti del documento, ponendo l’accento sui presupposti su cui è stato sviluppato. L’obiettivo è quello di far entrare il parametro “odori” tra quei fattori dai quali dipende l’ottenimento dell’autorizzazione ambientale da parte del titolare dell’attività che ne faccia richiesta. A tal fine si evidenzia che è altrettanto necessario che le autorità preposte alla valutazione inizino a esigere l’inserimento di una documentazione adeguata per la caratterizzazione di tale parametro tra gli incartamenti per il rilascio dell’autorizzazione. Tuttavia, per far sì che il sistema proposto dalle linee guida funzioni in modo appropriato, è necessario ancora investire nella formazione di operatori e professionisti in grado di produrre e valutare studi di impatto odorigeno.

Ma è possibile fissare soglie oggettive per definire un parametro così intrinsecamente soggettivo come la  percezione di un odore fastidioso?  

Per rispondere a questa domanda si susseguono alla cattedra l’Ing. Andrea Nicola Rossi, Progress di Milano, il Dott. Enrico Beretta, ARPA Lombardia, l’Ing. Selena Sironi e l’ing. Laura Capelli, Politecnico di Milano, che in modo puntuale ed esaustivo, disegnano un quadro dettagliato dello stato dell’arte in materia di “studi di impatto odorigeno”. In questa fase viene illustrata l’utilità pratica dei modelli di dispersione, le metodologie di campionamento e l’applicazione in casi pratici di questi strumenti, interfacciando i modelli teorici che ne emergono con le segnalazioni dei cittadini residenti  raccolte grazie alla realizzazione di questionari convalidati da modelli statistici appropriati.

A introdurre un aspetto molto interessante, che ha a che fare con la percezione del problema da parte della popolazione direttamente colpita, è la Dott.ssa Fabrizia Colonna, Responsabile Struttura Complessa di ARPA Liguria, che, concludendo la sua relazione in cui descrive gli aspetti legati all’insorgere del problema degli odori durante la bonifica di un sito contaminato, osserva come la diffusione mediatica, scaturita da parte di fonti non ufficiali, di una presunta pericolosità delle emissioni provocate dalla bonifica, abbia influenzato l’opinione pubblica  fino al punto di temere per la propria salute e di esigere la sospensione dell’opera per condurre verifiche non necessarie.

A descrivere le novità progettuali e tecniche nel campo della deodorizzazione ecologica, arricchendo quindi il ventaglio delle azioni preventive da adottare per limitare l’emissione odorigena, è l’Ing. Marco Spada, Idroengineering di Milano. Particolarmente interessanti sono alcune delle strategie proposte che consentono una maggior versatilità degli impianti per il trattamento degli odori e un conseguente risparmio sia in termini di tempo che di denaro.

Con gli interventi del Dott. Maurizio Benzo, Osmotech di Pavia, e la Dott.ssa Laura Valli, Centro di Ricerche Produzioni Animali di Reggio Emilia, si entra nel merito della tecnologia del Naso Elettronico, che viene presentato, da parte del primo relatore, con  uno scetticismo derivante dal fatto che questa tecnica, oltre a richiedere una preliminare fase di addestramento che prevede comunque l’intervento di sniffers e quindi di nasi in carne e ossa, ha il limite di non discernere in modo rigoroso odori molesti da tracciati abbondanti non odorosi. La Dr.ssa Valli si dimostra più fiduciosa nei confronti di questa tecnologia riportando i risultati ottenuti da un studio di impatto in cui la corrispondenza tra risposta del Naso Elettronico e segnalazioni umane si è rivelata essere molto elevata.

Al concludersi di questa giornata di studio e approfondimento, che, ci auguriamo, ha risolto più di un interrogativo e ha fornito nel contempo altrettanti spunti di riflessione, abbiamo chiesto al Dr. Licotti di isolare i punti focali di questa giornata: senz’altro questa linea guida, che si pone come punto di partenza per lo sviluppo di linee guida che evidentemente devono essere diversificate a seconda del settore di applicazione, sia esso agro-alimentare(allevamenti, trattamento di carni), industriale (industrie chimiche, concerie, fonderie) o concernenti servizi di pubblica utilità (rifiuti, compostaggio, depuratori), si colloca in un contesto normativo inadeguato e rappresenta quindi un primo passo necessario per risolvere un problema reale e fortemente sentito. Importante è il coinvolgimento dei cittadini e dei privati che all’interno delle nuove linee guida assumono un ruolo diverso, più costruttivo e interattivo, volto a rendere le azioni di contenimento del disturbo olfattivo più rapide ed efficaci.

Marta Pettena

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