Resoconto giornata studio “BANCA DATI PER LE SOSTANZE COSMETICHE Un esempio pratico: NOAEL project 7 Novembre 2013

L’evento “Banca dati per le sostanze cosmetiche. Un esempio pratico: NOAEL project” ha visto numerosi partecipanti nel settore dei cosmetici. Le presentazioni erano volte a rappresentare alcune delle problematiche emerse in seguito alla recente introduzione delle ultime disposizioni legislative, che hanno portato al completo abbandono dei metodi sperimentali con uso di animali per testare le proprietà tossiche delle sostanze. Questa fondamentale novità necessita approfondita discussione nel settore, e quindi l’evento si configura proprio in tale prospettiva. Pertanto, oltre alle presentazioni, è risultata molto proficua la discussione e la tavola rotonda che ha visto partecipi i presenti. Questo ha contribuito a impartire una veste di praticità concreta, evitando che le presentazioni fossero solo lezioni teoriche e premesse scientifiche senza un riscontro nelle possibili applicazioni.

Le presentazioni hanno quindi mostrato delle possibilità concrete offerte al settore dei cosmetici. I quadro delle prospettive ha toccato

  • la creazione di una banca dati di valori sperimentali utili per la valutazione degli ingredienti,
  • l’utilizzo dei metodi in silico per sopperire alla mancanza di dati sperimentali,
  • l’utilizzo di metodi in vitro.

Una serie di aziende ha promosso la creazione di una banca dati, che contiene centinaia di ingredienti. I valori sono stati recuperati e controllati dall’Università di Firenze, e più recentemente anche il Mario Negri ha contribuito a questa iniziativa. Il database è consultabile via internet.

Questa iniziativa consente di semplificare il reperimento dei dati, evita ridondanze di sforzi, garantisce una migliore qualità del dato.

I dati sperimentali sono disponibili per il 30% delle sostanze di interesse, mediamente. Si pone quindi il grande problema di come supplire a questa enorme mancanza di dati, per tutti gli altri ingredienti di cui non si conoscono valori da letteratura. Durante la giornata di studio sono state quindi introdotte quelle due prospettive che sono a disposizione sulla base del divieto legislativo ai metodi in vivo: i metodi in silico e quelli in vitro costituiranno per il futuro l’unica strada percorribile nel settore, e questo distingue il campo dei cosmetici dagli altri settori i Europa.

Quindi una serie di presentazioni hanno illustrato tali prospettive. I metodi in silico, detti anche non testing methods, comprendono metodi più strutturati e formalizzati, quali in modelli QSAR (quantitative structure-activity relationships) e i metodi read across, che si basano sull’analisi di pochi composti simili. Sono stati introdotti alcuni esempi e modelli disponibili, e alcuni progetti CE, quali CALEIDOS, PROSIL e EDESIA, i quali affrontano la possibile applicazione dei metodi in silico per valutare e sostituire alcune sostanze.

Una grande iniziativa europea per il settore dei cosmetici è denominata SEURAT, e include 7 progetti individuali, con lo scopo di ottenere informazioni sulla tossicità per somministrazione ripetuta. Questi progetti sono finanziati dalla Commissione e dall’industria in parti uguali. Decine di laboratori stanno contribuendo alla realizzazione di nuove strategie di test.

Altre presentazioni hanno affrontato la disponibilità attuale di metodi in vitro, e le metodiche ormai a buon punto nel processo di validazione. Queste presentazioni hanno mostrato non solo gli aspetti teorici, ma anche come dati ottenuti da certe fonti sono fruibili in uno scenario di valutazione dell’esposizione in seguito al prodotto cosmetico.

Un altro arricchimento del dibattito è stato portato da una presentazione sugli aspetti giuridici recentemente emersi, soffermandosi pure su tematiche importanti ma di non facile gestione, quali in nanomateriali e le sostanze interferenti endocrini. In tale ambito la norma presenta luci e ombre, e vi è necessità di approfondimento e capacità di discernimento.

La tavola rotonda ha toccato nuovi temi, quali le sostanze di origine naturali, le modalità di supporto alle imprese italiane, spesso di dimensioni limitate, la opportunità di procedere in modo trasparente nella valutazione. E’ emersa con chiarezza l’importanza di dibattiti come quello avvenuto per individuare strategie comuni per affrontare problematiche che sono ampie, e non gestibili singolarmente per le aziende tipiche italiane. Nuove iniziative in tale direzione sono state sollecitate, che affrontino in modo sempre più fattivo i passi per far fronte a una normativa sempre più esigente. Le aziende e le loro associazioni sono consapevoli della sfida, e il mondo della ricerca è pronta a fornire il proprio contributo.

Dott. Emilio Benfenati